Questo è l’articolo TAGLIUZZATO che Veronica ha trovato sulla rivista Espansione:

BUGIE VERDI!

VIA L’AUTO VECCHIA E INQUINO MENO

Certo, una macchina che integri il normale motore a benzina con un motore elettrico consuma molto meno della vecchia automobile che gli incentivi per la rottamazione ci suggeriscono di cambiare. Ma c’è un però, come ha spiegato al mensile Espansione (in allegato col Giornale l’ultimo venerdì del mese) l’esperto americano Pablo Päster. Per costruire una buona «auto verde», soprattutto per colpa dei 13 chilogrammi di nickel necessari per le batterie del propulsore elettrico, servono ben 28 milioni e mezzo di chilocalorie.

Considerato che un litro di benzina di chilocalorie ne vale 7500, sarebbe come se, ancora prima di arrivare al concessionario, per quanto riguarda l’ambiente e le emissioni, avesse già percorso qualcosa come 75mila chilometri. E, se la vecchia macchina che abbiamo rottamato non beveva come una spugna, la nostra nuova auto elettrica dovrà percorrere 150mila chilometri prima di costituire un risparmio ambientale.

MEGLIO FRAGOLE BIO CHE RISO OGM

L’agricoltura da sola è responsabile del 14% dei gas serra che l’attività umana scarica nell’atmosfera. Più di quanto facciano tutti i trasporti, dalle automobili ai camion, agli aeroplani alle navi. Guai per l’ambiente da un lato li fanno gli animali d’allevamento, grandi produttori di gas serra. E dall’altro i fertilizzanti a base di azoto, che rappresentano un terzo del contributo dell’agricoltura ai gas accusati del riscaldamento globale. Senza contare che poi i fertilizzanti finiscono ai fiumi e ai mari favorendo la proliferazione di alghe a loro volta dannose all’eco sistema. I fertilizzanti “ecologici” usati da chi produce bio sono ancora meno efficienti dei loro omologhi industriali. Quindi per ottenere lo stesso raccolto occorrono più concime e più terra. Al contrario, alcune pinte OGM, specialmente il mais, ricavano dall’atmosfera parte dell’azoto di cui hanno bisogno e quindi richiedono meno concime. In California sono al lavoro su un riso, destinato alla Cina, con un gene che rende la pianta meno affamata di azoto; si stima che farà risparmiare all’ambiente 50 milioni di tonnellate di CO2 all’anno.

LA CINA E’ IL GRANDE AVVELENATORE DEL MONDO

La superpotenza asiatica è un tremendo divoratore di energia. Per l’80% proveniente dal carbone. Ma la Cina si sta impegnando nelle energie alternative con il nucleare e altre tecnologie controverse che, se da un lato non bruciano carbone, dall’altra fanno perfino più danno. Solo l’enorme bacino costruito per l’idroelettrico ha seppellito 116 città e costretto all’esodo un milione e mezzo di persone e la diga decima la fauna, delfini di fiume compresi.

CON LA SPESA A KM ZERO RISPARMIO SOLDI E CO2

Spesso il grosso dell’inquinamento lo fanno le auto dei consumatori che vanno al negozio o alla fattoria. Più negozi visitiamo, più inquiniamo; più un negozio è piccolo più il trasporto diventa inefficiente: un grosso camion che va al supermercato consuma e inquina molto meno dell’andirivieni dei furgoni diretti alle botteghe. Se facciamo 10 km per comprare solo un chilo di verdura, inquiniamo di più che a farla venire direttamente dal Kenya. Un’auto, per chilo trasportato e per chilometro fatto, sporca di più di una nave zeppa di merci.

ENERGIA NUCLEARE MINACCIA AMBIENTALE

L’energia nucleare ha sicuramente molti lati negativi, dal costo di costruzione e di demolizione delle centrali a fine vita, al problema delle scorie. Ma a tanti difetti oppone una insospettabile anima verde. L’intero ciclo del nucleare immette nell’atmosfera tra il 2 e il 6% del gas emesso dal più pulito carburante fossile, il gas naturale. Le centrali a carbone inquinano 520 volte più dell’atomo. Solo l’energia eolica si avvicina alla pulizia del reattore nucleare ma hanno un impatto ambientale spesso inaccettabile. Quanto al sole, è una interessante fonte di energia per integrare la rete elettrica ma non ancora una credibile fonte industriale di energia per tutti.

LE FORESTE SECOLARI ASSORBONO LA CO2 ATMOSFERICA

Nei suoi primi 55 anni una pianta ad alto fusto assorbe 700 chili di CO. Ma poi man mano che invecchia ne assorbe sempre di meno e prima o poi muore. E da quel momento libera di nuovo nell’atmosfera il gas serra che ha incamerato.

IL CONDIZIONATORE INQUINA PIU’ DEL RISCALDAMENTO

Il condizionatore emette meno gas serra che non il riscaldamento. Una baita di montagna scaldata a gasolio in un anno emette circa mezza tonnellata di CO2 nell’atmosfera: per rinfrescare una casa a Catania se spargono “solo” 350 chili. Guardiamo il bicchiere mezzo pieno: se, come pare, in futuro farà sempre più caldo, saremo meno eco-incoscienti a rinfrescarci che non se dovessimo scaldarci.

COL CAMINETTO STO AL CALDO NATURALE

Il caminetto tradizionale è poco amico dell’ambiente. L’80% dell’aria calda se ne va su per il tubo e non è privo di veleni, a cominciare dai metalli pesanti che possono essere contenuti nella corteccia degli alberi e dalla formaldeide – cancerogena – contenuta nelle colle e nelle lacche degli scarti di legnami. Ma anche quando è alimentato correttamente, dal comignolo si scarica nell’ambiente particolato e catrame in quantità molto superiore a quella di tutti gli altri sistemi di riscaldamento, oltre a produrre mille volte più pm10 di una caldaia a metano. In alcune regioni il caminetto in pianura è proibito, visto che in termini di polveri sottili inquina più di un camion.

VIVO IN CAMPAGNA E SALVO L’AMBIENTE

Si, ma a patto di non abitare fuori e lavorare in città. La metropolitana abbatte del 30% l’impatto ambientale rispetto alle automobili; grattacieli e grandi condomini sono più efficienti in termini di risaldamento e condizionamento rispetto alle villette unifamiliari di periferia, magri col giardino…. a proposito, ogni falciatrice inquina più di 11 automobili.

IL RISCALDAMENTO GLOBALE E’ IL NEMICO DA BATTERE

Uno scienziato danese insinua che l’ecocatastrofismo fa più danni che bene. Meglio sarebbe, sostiene, intervenire in modo risolutivo su problemi che toccano da vicino la grande maggioranza degli abitanti del pianeta – fame, povertà malaria, AIDS, mancanza di acqua potabile e fognature – salvando milioni di vite in pochi anni. La cura che proponiamo è peggiore della malattia: si sprecano risorse con progetti faraonici che offrono luci della ribalta ai politici ma a conti fatti le emissioni di gas serra sono in aumento.

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